Milano Design Week 2018

Milano Design Week 2018

Si dice sia l’evento di arte, stile e design più influente al mondo e noi non potevamo perdercelo.
Siamo andati, abbiamo raccolto molti spunti che abbiamo impaginato con l’idea di farne un vademecum interno, per noi di Punto Immagine.
Ma è diventato talmente denso che ci ha solleticati l’idea di condividerlo, anche per vantarci… Quindi cominciamo, andando per punti.

Finita l’era della grandiosità da ammirare. Si entra nell’era del vivibile, dello sperimentabile, dell’invenzione con al centro l’uomo, l’abitante, il cliente, il visitatore, l’utente.
Più che mai abbiamo vissuto gli spazi e le installazioni. Si poteva toccare tutto (perfino i preziosi tessuti di Hermés), si poteva curiosare ovunque, ascoltare, immergersi, si poteva provare tutto.

Ci siamo incantati al cospetto di: Tram Corallo, Giants with dwarfs, Arcadia, Transition, Forms of movement, Mt masking tape.

Molte le forme geometriche nuove. A noi è sembrato di assistere alla nascita di uno stile, tra curve regolari, forme auree, triangoli, linee verticali. Un sapore di pulizia libero dal dover riempire tutto. Ricorda un decennio passato da un po’, fa entrare in un decennio futuro.

Noi abbiamo fatto parecchie foto a: CC Tapis, Souvenir Milano, Moooi, Giardino all’italiana, Gallotti&Radice, Cielo, Maison Hermès, GuadalupeSubtle DeluxeClub Unseen, Driade.

Luce.
Luce che sa di notte, di locali, che cambia colore, sfacciata, che ha voglia di divertirsi e di esserci.
Neon è la parola d’ordine che ha caratterizzato tanti spazi, dalle insegne, alle lampade, a pannelli divisori, fino a vere e proprie sculture.

Abbiamo molto apprezzato: The Diner, Observatory, Nanda Vigo, Poesie di Neon.

I colori polverosi che amiamo tanto ci sono, ci sono ancora tante tinte pastello, tenui o dense.
Ma c’è una bella novità: si chiama voglia di stupire. 
Accostamenti tra colori complementari, tanto blu, il rosa con l’arancione col mattone col cipria.

Qualche bell’esempio: Bling bling Dynasty shrine, Maison Hermès, Toilet Paper, Zanotta, Saba, Glamora, Alessandra Roveda, Haru, Moroso.

Si parla da tempo di ecosostenibilità. Oscilliamo tra il desiderio di novità da consumare e il desiderio di aver cura del pianeta e con esso, del nostro ambiente.
La soluzione? Optare per il minimo, purchè che faccia battere il cuore e promuovere chi produce riciclando.
Il Designer ha il dovere morale di mettersi a servizio di questo intento per trovare nuove soluzioni in rispetto dell’ambiente.

Alcuni designer coraggiosi: Eileen Fisher, Annarita SerraErez Nevi Pana.

… e poi, dopo l’euforia, la meraviglia, i blocchi pieni di schizzi, le mille foto… dopo tutto siamo tornati a casa. Stanchi ma col cervello frizzante.

Siamo fotografi, stylist, art director. Operai della creatività.

Ci piacerà inventare per voi set fotografici diversi, accostare colori mai accostati, scovare materiali insoliti, percorrere stili nuovi di pacca, combinare oggetti capaci di attrarre l’attenzione come calamite, fotografare il vostro prodotto in modi bellissimi.

Cominciamo quando vuoi