Come Fotografare
una ambientazione
in studio

Abbiamo la necessità di dover fotografare una ambientazione in studio? Bene, elenchiamo 7 piccoli suggerimenti su come farlo:

1-L’Idea

Partiamo dal soggetto che dobbiamo fotografare, ovviamente di fondale importanza.

Che sia ceramica, carta da parati, arredamento, mobili, illuminazione, sarà vincolante per definire lo stile, il budget, la sensazione che vogliamo trasmettere e lo spazio che dobbiamo avere a disposizione.

Come in ogni cosa chi ben comincia è già a metà dell’opera!

Quindi cerchiamo di pianificare esattamente tutto di ciò di qui dobbiamo avere bisogno, se c’è la possibilità possiamo farci aiutare da un architetto nel definire bene gli spazi da costruire ed una stylist ci assisterà durante la fase di tutta la lavorazione per raggiungere l’obbiettivo che ci siamo prefissati.

Bozzetto letto
Punto Immagine

Foto letto finita
Punto Immagine

2- L’Organizazione

A questo punto dovremmo trovarci con un progetto in mano da passare ad i falegnami per iniziare iil montaggio del set

Ed una tavola mood che ci fornirà la stylist per sapere quale arredamento, complemento, ci serve per dare il giusto sapore a quello che vorremo ottenere dalla nostra fotografia, pensando sempre al suo fine, adv, catalogo di prodotto, ecc..

Non solo…la tavola mood è anche composta da diverse fotografie che indicano lo stile, l’abbinamento cromatico, i tipo di illuminazione da utilizzare e la sua inquadratura.

Per capire nel dettaglio cosa sia e come costruisce una Tavola Mood troverete un articolo dedicato proprio qui

3- L’inquadratura

Gioca un ruolo fondamentale nella buona riuscita del progetto.

Possiamo avere:

  • Inquadratura frontale: spesso usata in architettura, avremo le linee perfettamente ortogonali al nostro punto di vista, le verticali giocano un ruolo fondamentale per dare rigore e pulizia all’immagine, il nostro occhio umano si infastidisce parecchio se trova un leggero fuori squadro, le linee, insieme a quelle orizzontali devono essere perfette. Tutto questo si riesce ad ottenere con un posizionamento ottimale della macchina fotografica (rigorosamente su cavalletto) in alternativa ci aiuteremo con l’utilizzo del software utilizzato per  l’editing. Questo approccio viene fortemente utilizzato per fotografare ambientazioni dove il soggetto principale è il rivestimento delle pareti, il pavimento, oppure un oggetto che risulta essere interessante solamente da un unico punto di vista.
  • Inquadratura Zenitale: stesso discorso per la prospettiva centrale, ma con la macchina fotografica puntata verso il basso, perfettamente livellata con il suolo. Solitamente anche qui si utilizzano linee parallele al punto di vista, in modo da avere sempre linee orizzontali e verticali parallele al nostro quadro. Utilizzo spesso per fotografare pavimenti tappeti, tavole apparecchiate..tutto ciò che deve essere appoggiato a terra.
  • Inquadratura di 3\4: se siamo stanchi di tutto questo rigore descritto precedentemente o se siamo davanti ad una ambientazione che il soggetto per ritrarlo al meglio necessita di essere visto su 2 lati contemporaneamente. Questo tipo di inquadratura si utlizza spesso per ritrarre stanze intere , con più pareti verticali sopratutto per dare un dinamismo maggiore, più profondità.

Inquadratura frontale
Punto Immagine

Inquadratura 3/4
Punto Immagine

Inquadratura zenitale
Punto Immagine

4- Scelta dell’obbiettivo:

per il 95% dei casi si utilizzano obiettivi standard, come il 50 mm se si dispone di abbastanza spazio per indietreggiare ma ancor meglio il mio amato 35mm, il giusto compromesso per non esaltare troppo gli spazi (per natura del 24mm o 18mm) ma dare una buona profondità all’ambiente se si tratta di fotografare ceramica, o complementi grandi come cucine, divani tavoli ecc.

Se siamo difronte invece a soggetti “meno ingombranti” ma sempre ambientati allora come mobili da bagno, sanitari, illuminazione sia appesa che da appoggio ecc ci dirigeremo su una scelta più vicina ad ottiche medio lunghe, ovviamente il 50 mm che  si avvicina di più al campo visivo umano oppure un 60mm, un 90 mm sempre senza esagerare, altrimenti rischiamo uno schiacciamento dei piani troppo elevato, e rischiamo di ritrarre il soggetto con una prospettiva sbagliata per il nostro cervello.

5- Allestimento:

ora siamo pronti all’allestimento del set.

Il punto di vista è importante studiarlo a priori così ci concentreremo sulla costruzione del set per quello che ci serve.

spesso capita che una volta montato tutto anche un solo spostamento di alcuni centimetri rischia di diventare un inconveniente perché ci ritroveremo subito con “fuori-set” in campo.

il fotografo in simbiosi con la stylist arredano lo spazio cercando di creare una immagine consapevole ed attinente alla tavola mood studiata precedentemente e sopratutto condivisa con il cliente.

L’importanza di questa fase è estrema, è ciò che determina la buona riuscita di una immagine ben studiata , bilanciata e sopratutto con il focus sul nostro soggetto che rimane il caposaldo del lavoro.

6- La Luce:

Questo è un capitolo a parte che potrete approfondire qui.

Lo studio fatto in precedenza del set da costruire dovrà aver tenuto conto anche di questo,

aperture sullo sfondo, finestre, porte, quinte, dovranno essere posizionate ij modo da facciate l’aiuto del fotografo per l’illuminazione dell’ambientazione.

Una finestra sullo sfondo per esempio ci aiuta nell’avere un riflesso sul pavimento, creando profondità ed enfatizzando la superficie del pavimento.

Una apertura laterale visibile ci giustifica un ingresso di luice laterale ricreando una atmosfera il più reale possibile.

Molto spesso il soffitto non viene ripreso perché oltre che alla difficolta del montaggio, ci aiuta notevolmente per l’aggiunta di controluce o luci piazzate per creare il giusto contrasto di luce ed ombra.

7- Lo scatto

pochi secondi ed il gioco è fatto!

41042 – Room41 – Stanza
Punto Immagine